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Cesare

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spazionelmiospazio

5月7日

Nuovo governo...

La Carfagna ministro...
 
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12月4日

Dove eravamo rimasti?

Dove eravamo rimasti?
 
Già... è passato un pezzo dall'ultima volta che ho scritto quassù, e in questo "pezzo" è successo tutto e niente. Ma dove avevo lasciato riprendo...
 
Eravamo rimasti alla alla guerra, ai bambini... e da lì si ricomincia (si ricomincia? Forse...)
 
Proprio stasera che ho l'ennesima conferma che il mondo è in mano ad un presidente imbecille mi capita di guardare sul sito di Repubblica (tratte da www.liviosenigalliesi.com) le foto delle conseguenze devastanti che la guerra del Vietnam produce ancora oggi... a 30 anni di distanza!!!
Bambini, di oggi e di ieri, straziati, "mostri", deformi, inabili, menomati mentalmente... costretti a subire gli effetti delll'agente orange che purtroppo per loro non è una vitamina ma il loro tormento, la loro condanna. E secondo le stime della Croce Rossa sono 4 milioni le persone che attualmente soffrono gli effetti della "vitamina" 500mila delle quali in condizioni gravi...
 
Proprio stasera che leggo che per quell'imbecille l'opzione militare resta aperta...
 
 
 
2月27日

Cento per cento? No, dieci...

 
Quando (come a volte mi capita) non leggo il quotidiano il giorno della sua uscita, anzichè leggerlo poi forse farei meglio a lasciarlo perdere...
 
 
Il sergente Paul Cortez è andato in guerra probabilmente convinto della bontà della sua missione, probabilmente "a testa alta e petto in fuori" (non come quelli che ci vanno malvolentieri per paura o per noia e pure frignando come mocciosi) perchè la guerra è guerra e qualcuno bisogna che la combatta.
E' un uomo coraggioso il sergente, come tutti i suoi commilitoni, e di certo è anche orgoglioso della sua appartenenza alla gloriosa 101esima divisione aviotrasportata... quella dello sbarco in Normandia per intenderci.
Ed è proprio la sua appartenenza a quel mitico corpo che deve averlo spinto a pensare che il coraggio non si dimostra per il solo fatto di partire per il fronte... urgono, sono necessari, atti probanti...
E quale migliore occasione da cogliere per dimostrare il proprio valore, il proprio coraggio che giustifichi l'appartenenza a quel corpo, se non quella di
 
...una casa dove c'era soltanto un uomo...
 
Ma a volte il coraggio, anche quello più indomito, ha bisogno di una miccia che lo accenda e ne faccia deflagrare i suoi terribili, spaventosi, effetti secondari... e allora via con il gin, il whisky e magari anche un po' di qualche sostanza stupefacente che, stanne certo, renderà tutto veramente stupefacente.
A questo punto il coraggio è al livello necessario per affrontare quella pericolosissima missione.
Obiettivo della missione... stupro!
Sì, perchè in questa cazzo di sabbia che ti penetra in fondo ai polmoni qualche divertimento è necessario trovarlo e cosa c'è di meglio che violentare una donna? Del nemico per giunta...
 
Volevamo violentare una donna del posto, abbiamo scelto quella ragazza perchè abitava in una casa dove c'era soltanto un uomo; era una preda facile...
 
Ma, deve essersi chiesto il sergente insieme ai suoi soldati, uno stupro e basta è un gioco da ragazzi... cose che possono succedere in una qualunque merdosa città di un qualunque schifoso paese di questo fottutissimo pianeta. Bisogna fare di più! E di meglio... siamo coraggiosi e ci riusciremo.
Si parte...
In quella casa ci sono madre, padre, una ragazza di quattordici anni ed una di sei anni... organizziamoci!
Mentre la ragazza di quattordici anni viene violentata a turno dai valorosi commilitoni uno di questi ultimi si preoccupa di tanquillizzare i genitori della poveretta chiudendoli in camera da letto... e uccidendoli a colpi d'arma da fuoco!
Arma da fuoco...
Ecco cosa ci vorrebbe per rendere ancora più speciale questa serata... un bel falò!
Prendiamo la bambina. No! Non quella di quattordici anni che ci serve ancora per i nostri (osceni, ributtanti) istinti primordiali, devono essersi detti i valorosi o solo comunicato fra di loro a suon di pollici in sù...
C'è la bimba di sei anni che sta lì senza far nulla e che non possiamo nemmeno toccare visto che non siamo pedofili...
Tutti d'accordo, allora... usiamo la bimbetta.
 
...lo abbiamo cosparso [il cadavere] di cherosene e bruciato...
 
...
...

Ma ogni festa che si rispetti deve comunque avere il suo degno finale e allora via... uccidiamo anche questa qui che ormai non ci serve e non se ne parli più!

Per fortuna se ne è parlato ancora...

Il sergente Cortez, dopo essersi impegnato a testimoniare contro i suoi complici, ha patteggiato con l'accusa ottenendo una condanna a 100 anni di carcere... ma potrà, fra dieci anni, chiedere la libertà vigilata.
 
E a me sembravan pochi cento anni...

Vorrei aggiungere dell'altro ma fra la voglia di vomitare e trattenere il pianto non ne ho più...
 
2月25日

Perchè Sanremo è Sanremo... (per Repubblica)

 
L’ultima volta che ho “seguito” la manifestazione canora di Sanremo risale a circa venti anni fa (errori di gioventù!), per cui poco spesso mi sono interessato anche a ciò che gravita intorno a questo “evento” dal provincialismo tutto italiano.
Solo oggi (leggendo un numero di Repubblica di qualche giorno fa) apprendo con non poco stupore (l’eufemismo è d’obbligo) che al noto presentatore Baudo e alla “svizzera ridens Hunziker verrà presumibilmente riconosciuto un compenso superiore ai 272mila euro - ovvero più di quanto percepisce in un anno il primo Presidente della Corte di Cassazione - stante il decreto che il ministro Nicolais (di questo incantevole governo di “sinistra”) si è affrettato ad emanare per “salvare” il festival.
Già sarebbero troppi 272mila (per quanto? uno/due mesi di “lavoro”? Ovvero, in misura annua, più o meno quanto percepiva Cimoli all’Alitalia del quale, però, si è detto peste e corna), figurarsi dargliene di più!
Dovrebbe essere inutile dirlo, ma è pur sempre meglio ribadire che trattasi di una vera e propria vergogna, a maggior ragione in un periodo nel quale i nostri governanti, fintamente corrucciati, blaterano di famiglie che non arrivano a fine mese.
Inutile aggiungere che una tale notizia assume contorni ancora più grotteschi per chi come me, con una laurea in tasca ed un quasi dottorato di ricerca, fatica a trovare un lavoro (ed uno stipendio) decente.
 
1月10日

Itavia IH-870

 
Dopo circa 27 anni nessun colpevole...
 
Beh? Cosa c'è di sorprendente?
 
Se i passeggeri non si fossero ostinati nel cercare di aprire i finestrini, di certo l'aereo non sarebbe caduto!
 

Cappio... istruzioni per l'uso

  
Sono ormai passati parecchi giorni dalla esecuzione di Saddam Hussein ma le immagini mi rimbalzano ancora nel cranio, trovando il loro macabro spazio anche fra i mille pensieri che (ancor di più oggi) si intrecciano, velocissimi, nella mia mente...
Esecrare le gesta di Saddam è esercizio facile facile; dirne tutto il male possibile comunque non basterebbe a descriverne l'orrido percorso umano e nessuna parola può tornare utile a mitigarne il giudizio sul suo conto (così come - a mo' di esempio, ma tanti altri se ne potrebbero fare a partire da quel funesto "fosforo bianco" di Fallujah -  non ci sono parole che possano giustificare il plurimo omicidio a freddo, brutale, di persone inermi capitate nel più classico "posto sbagliato nel momento sbagliato", soltanto perchè pochi attimi prima una mina aveva fatto saltare in aria un convoglio ed ucciso un marine. Omicidio - strage! - commesso da un marine uscito illeso dall'attentato e che, evidentemente non soddisfatto del sangue appena versato, ha visto bene di portare a termine la sua "missione" andando, insieme ai suoi commilitoni, a stanare nel villaggio lì vicino pericolosissimi criminali infischiandosene che i suoi occhi gli restituissero immagini di bambini e donne... doveva essere, quello della visione, un errore delle sue cornee e lui lo ha corretto! Cazzo, siamo marine mica froci!!!).
Ma quelle immagini non parlano, perlomeno ai miei occhi, di un bieco assassino ma di un essere umano... in quel momento non c'è passato (per quanto terribile sia stato e lo è stato), non c'è storia (nemmeno quella che vedeva Saddam fedele e foraggiato alleato degli occidentali quando tornava comodo che facesse guerra al fondamentalismo iraniano... storia sulla quale mi sarebbe piaciuto che Saddam avesse la possibilità, in altri processi su di lui pendenti, di svelare i loschi traffici intessuti con l'occidente fino alla sciagurata invasione del Kuwait che, mi permetto di ipotizzare, probabilmente segnava la risposta al fatto di essere stato messo in un angolo come un arnese ormai vecchio), nè c'è futuro dato quel che sta per accadere... ma c'è un uomo.
Un uomo solo, quasi spaurito, probabilmente un po' inebetito dai tranquillanti che giocoforza gli saranno stati somministrati... non si poteva certo correre il rischio che lo spettacolo della "morte giusta" venisse turbato da una qualsiasi forma di pietas che il comportamento "normale" del morente avrebbe potuto rischiare di ingenerare...
Quelle immagini parlano appunto di una non ben definita "morte giusta", di legge del taglione, di rito macabro e antico, di involuzione delle coscienze (semmai evolute lo siano state), di scandaloso e letale do ut des.
Non ci può essere "morte giusta" se non quella per legittima difesa... ma la legittima difesa ha un orizzonte temporale ben definito, limitato alla imminenza del pericolo temuto, entro il quale dispiegarsi... passato quel tempo diventa vendetta e nel caso di specie i fatti appresi nei giorni seguenti l'esecuzione hanno dato conferma che di quello trattavasi, di vendetta.
Ma ciò che mi è più rimasto impresso di quelle scene è stato vedere il boia (che al pari dei suoi ferali colleghi non si è fatto, però, vedere in volto) impartire, con parole e gesti, quelle che dovevano essere istruzioni sull'uso del cappio; queste, unitamente alla fascia nera apposta sul collo del condannato (dicono che sia per evitare copiosi versamenti di sangue... evidentemente la "morte giusta" deve anche essere pulita) mi son sembrate subito come una sorta di nemesi per ciò che si stava compiendo... un omicidio; perchè, al di là che lo preveda la legge, pur sempre di omicidio si tratta.
 
 
12月5日

Inquieto...

 
Anche stavolta sono andato contro tutto e contro tutti... anche se non so se nelle mie condizioni potevo permettermelo. Ci voleva coraggio e, se di quello si è trattato, l'ho avuto...
 
Perchè non voglio smettere di cercare qualcosa di meglio, né di ingabbiarmi in qualcosa che non mi piace...

Forse si rivelerà la scelta peggiore che potessi fare ma non mi sentivo di fare altrimenti.

Resto comunque convinto che le scelte fatte non si discutono a posteriori... perchè le condizioni nelle quali ti ritrovi quando devi prendere una decisione non si ripeteranno più allo stesso modo e perchè l'abitudine è quella di mettere in discussione solo le scelte che si rivelano essere sbagliate... ma il meccanismo decisionale non è forse lo stesso delle scelte "giuste"?
Avrei potuto prendere ciò che mi serviva e poi al momento opportuno, laddove si fosse concretizzato, salutare e andare altrove...
Ma non intendo venire meno a princìpi che mi sono stati inculcati, tramandati, o che ho appreso vivendo... non si può criticare gli altri per il loro comportamento e poi ritrovarsi a porre in essere lo stesso agire. E' così difficile da comprendere?

Anche se tutto questo non impedisce che l'inquietudine monti...
 
 
 
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